Albanian SQ Arabic AR Chinese ZH-CN English EN French FR German DE Hindi HI Indonesian ID Italian IT Japanese JA Korean KO Norwegian NO Portuguese PT Romanian RO Russian RU Spanish ES Turkish TR

Dmitrij Grigor’ev, il poeta ha molte vite

A un primo sguardo i versi di Dmitrij Grigor’ev sono molto semplici: in essi mancano i giochi di parole e l’arcano, ma si possono trovare tanti significati. Il poeta è interessato alla vita in tutte le sue manifestazioni, come un cosmo infinito che parla a varie voci, nel quale la morte è solo una parte della vita. Egli lavora col nome proprio delle cose, usa i colori puri, senza sfumature: è una sorta di primitivismo. È un poeta viaggiatore: ha visitato gran parte dell’ex Unione Sovietica e parte dell’Asia e dell’Europa. I suoi testi hanno assorbito la polvere della strada, le piogge, la neve, il sole, gli incontri inattesi. La vita è percepita come un viaggio, ispirato non dai contesti letterari, ma dalla realtà stessa. Quindi sono versi pieni di macchine, autobus, tram, treni e stazioni: il lettore può sentire acutamente lo spazio e il tempo. (dall’introduzione di Paolo Galvagni). Venerdì 31 agosto 2018 uscirà, nella prestigiosa collana di poesia in 30 volumi  diretta da Bonifacio Vincenzi “I fiori di Macabor”, il libro di poesia di Dmitrij Grigor’ev, IL POETA HA MOLTE VITE,  traduzione dal russo di Paolo Galvagni (Premio Andrej Belyj a San Pietroburgo per le traduzioni nel 2014). Due poesie tratte dal libro.

L’afa

Una tale afa,

che perfino i muri sudano

con un sudore di pietra, canuto e caldo,

una tale afa,

che le macchine s’impantanano nel fiume

speculare dell’asfalto,

e l’aria danza, spingendo coi piedi

i passanti casuali,

spaccando i vetri;

una tale afa,

che i baci volano via in cielo, senza

arrivare alla pelle;

una tale afa, che le parole, seccandosi,

risuonano,

e i pensieri si uniscono

in un grosso grumo,

rotolano come un pallone

su un campo verde,

dove i bambini giocano

e meramente non notano quest’afa.

***

Presto traslocheremo, è tipico della gente traslocare,

le cose fluttueranno su fiumi invisibili,

e le mani son così fiacche – in esse non puoi trattenere

a lungo

né un granello di sabbia, né una nuvola, né una persona…

 

Dmitrij Grigor’ev è nato nel 1960 a Leningrado-Pietroburgo, dove vive tuttora. Si è laureato in chimica presso l’ateneo leningradese.

Ha svolto i lavori più diversi: cementista, carpentiere, decoratore, redattore, copywrighter, etc. Ha lavorato come fuochista nelle sale caldaie.

È poeta e prosatore. Autentico viaggiatore, ha girato in autostop molti Paesi d’Europa e d’Asia.

Fino al 1989 ha pubblicato nel samizdat, in edizioni clandestine, quali “Časy”, “Obvodnyj Kanal”, “Mitin Žurnal”, “Sumerki”.

Dagli anni Novanta i suoi versi sono apparsi sulle riviste “Černovik”, “Arion”, “Neva”, “Indeks”, “Rodnik”, “Mnogotočie”, “NLO”; e in volumi collettanei: Russkij verlibr [Il verso libero russo] (2002), Legko byt’ iskrennym [È facile essere sinceri] (2002).

È stato tra i curatori dell’opera in cinque volumi Sobranie sočinenij – poezija Peterburga [Raccolta delle opere – la poesia di Pietroburgo] (SPb 2009-2013).

Tra le raccolte poetiche: Stichi raznych let [Versi di vari anni] (SPb 1992), Perekrëstki [Incroci] (Spb 1995), Zapiski na obočine [Appunti sul ciglio della strada] (SPb 2000), Drugoj fotograf [Un altro fotografo] (M 2009), Ptič’ja psaltyr’ [Salterio di uccelli] (SPb 2016). Al 2005 risale  il volume Ognennyj dvornik [Il netturbino infuocato], che comprende versi e racconti. Per la prosa: Poslednij vrag [L’ultimo nemico] (SPb 1994), Gospodin Veter [Il Signor Vento] (SPb 2002), Vse cveta Žizni [Tutti i colori della Vita] (SPb 2013).

Elios
Editoria - Arte - Spettacolo
info@elioseditoriale.org