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Dove l’IO incontra l’Assoluto

Eugenio Ghersi. Sull’altopiano dell’io sottile è il titolo del nuovo libro dell’antropologo David Bellatalla, scritto, in collaborazione con Leana Moretti e Giuseppe Bosio. E’ il diario inedito della spedizione in Tibet del 1933, un libro straordinario per capire l’incontro dell’Occidente con la cultura tibetana. Ancora più straordinario è Davide Bellatalla, un personaggio coltissimo che va al di là del rigore accademico: ricco di umanità e di entusiasmo racconta il viaggio Tucci e Ghersi, con l’intensità e la passione del testimone, la distruzione dei grandi tempi buddisti, la tragica storia del popolo tibetano e di una cultura antichissima, distrutta tra il 1951 e il 1959 dall’invasione cinese nell’indifferenza generale. In proposito, Oscar Nalesini, Responsabile dell’Archivio del Museo Nazionale d’Arte Orientale di Roma scrive: Il diario di Eugenio Ghersi costituisce le fondamenta e l’ossatura di Cronaca della spedizione italiana nel Tibet occidentale, pubblicata dalla reale Accademia d’Italia nel 1934 a firma dello stesso Ghersi e del suo capo missione, il noto orientalista Giuseppe Tucci. Scritto per divulgare i risultati di una spedizione condotta per mesi attraverso terreni impervi come pochi altri, con l’obiettivo di scoprire e documentare le vestigia di una civiltà, quella tibetana, allora pressoché ignota agli studiosi occidentali, questo libro è anche oggi un testo essenziale per chiunque voglia comprendere l’opera di Tucc.

Ma parliamo ancora di David Bellatalla, un personaggio fantastico, docente universitario, Autore di pubblicazioni importantissime è da anni impegnato in progetti umanitari nelle zone più povere della Mongolia, promotore e testimone di molti interventi benefici che lo hanno portato nella Terra di Gengis Khan. Del libro Sull’Altipiano dell’Io Sottile scrive è un’opera importante sotto diversi aspetti. Si tratta del diario inedito scritto da Ghersi, di una spedizione scientifica del secolo scorso con un corredo fotografico eccezionale che rappresenta l’unica risorsa per studiosi e non solo, di vedere un patrimonio culturale e artistico andato perduto. Inoltre, a questo libro è legato un nuovo progetto umanitario in Mongolia che i proventi della vendita serviranno a finanziare. David è infatti il promotore di un grande progetto umanitario per salvare il popolo delle renne dalla distruzione. Ecco come racconta il suo arrivo in Mongolia: L’arrivo è stato folgorante, ho cominciato a innamorarmi della Mongolia quando ho capito che lì c’era un rapporto particolare tra l’essere umano e il territorio. Le mie prime ricerche sono andate avanti con l’Accademia delle Scienze della Mongolia e devo soprattutto al professor Bira e ai suoi collaboratori il fatto di essere riusciti ad aiutarmi in un Paese che aveva appena aperto le pote all’Occidente (fino al 1992 gli occidental non potevano fare ricerca in Mongolia). Da lì le mie ricerche sono proseguite con alcuni gruppi, poiché il mio interesse era legato al nomadismo e all’aspetto sciamanico nelle popolazioni nomadi dell’Asia Settentrionale. Quindi ho iniziato a lavorare con i buriati e nel 1996 ho pubblicato il primo libri sullo sciamanesimo. (Sciamanesimo e sacro: tra i buriati della Mongolia). Forse abbiamo unito troppe cose, speriamo che i lettori ci perdonino, perché il nostro intento era presentare un libro fondamentale e David Bellatalla, un amico a cui auguriamo con affetto di riuscire in progetti che nascono da tanto amore e da una passione, che ricorda i grandi Tucci e Ghersi.

Elios
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