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Ernesto Badini da Gaffurio alla Scala

Il barítono ERNESTO BADINI nacque a San Colombaro al Lambro il 14 settembre 1876. Ha studiato al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano e esordì a Pavia con “Il Barbiere di Siviglia” rossiniano e per qualche tempo si dedicò al repertorio tradizionale, interpretando con successo opere di Pietro Mascagni, Giacomo Puccini e Giuseppe Verdi: “Cavalleria Rusticana” (Alfio), “La Bohème” (Marcello), “La Traviata” (Giorgio Germont), Amico Fritz e Rigoletto. La sua carriera, che era iniziata in un teatro di provincia, nel 1896 al Teatro Gaffurio in Lodi come Matteo in “Fra Diavolo” ,progredì poi rapidamente portandolo nei più famosi teatri del mondo.

Ha avuto il grande successo del ventesimo secolo nei principali palcoscenici italiani, soprattutto alla Scala e dal 1915 al Teatro Costanzi di Roma. Canta nel 1913 alla Scala come Ford in “Falstaff”. Dal 1911 ha avuto un enorme successo al Teatro Massimo di Palermo. Dal 1914 al 1934 è ospite al Teatro San Carlo di Napoli. Apprezzato in Sud America dove cantava regolarmente, già nel 1910 si esibì al Teatro dell’Opera di Buenos Aires ne “La Bohème” di Puccini come Marcello. Fa il suo debutto al Teatro Colón il 30 maggio 1911 nel ruolo di Lescaut nel “Manon Lescaut” pucciniana, ritornò in tutte le stagioni fino al 1914, esibendosi tra l’altro nei ruoli di Schaunard (“La Bohème”), Sonora (“La fanciulla del West “), Lescaut (” Manon “) di Jules Massenet, accanto a Giuseppe Anselmi e Lucrezia Bori, Crisogono (” Germania”), Albert (” Werther “), Ford (” Falstaff “), Mercuzio (” Romeo e Giulietta”), Il Araldo (“Lohengrin”) Samuel (“Un Ballo in Maschera”), Laertes (“Mignon”), Alberico (“Il Creposcolo degli Dei”), Hermann (“Loreley”), Nilakantha (“Lakme”), ecc.

Nel 1920, 1926 e 1927 apparve a Covent Garden; qui ha cantato nel 1920 il ruolo principale nella première di Puccini “Gianni Schicchi”. La stessa parte che ha creato nel 1922 nella prima dell’opera Alla Scala. Canta nel 1921 al Teatro Costanzi di Roma nella prima di Mascagni “Il piccolo Marat” (2-V-1921), il 20- XII-1924 Alla Scala nella premiere di Giordano “La cena delle beffe” come Neri Chiaramantesi, il 29-XII-1927 ne il Conte di Westmoreland (”Sly, ovvero la leggenda del dormiente svegliato”) di Wolf-Ferrari, “La via della finestra” di Riccardo Zandonai (Teatro Rossini, Pesaro 1919), “I Compagnacci” di P. Riccitelli (ivi 1923),oltre alla prima esecuzione americana di Mese Mariano di Umberto. Giordano nel ruolo di Don Fabbiano (Buenos Aires 1910).

È apparso regolarmente alla Scala. Nel 1929 e nel 1931 si esibì al Arena di Verona. Per la sua profonda serietà professionale ebbe la stima di Arturo Toscanini che gli fu prodigo di consigli e di lodi. Ha continuato ad apparire sul palco fino al 1938. Dotato di un temperamento musicale intelligente e sensibile, ma di una voce di volume limitato, comprese che non avrebbe potuto dedicarsi per sempre al repertorio drammatico; poiché conosceva l’opera buffa e tutte le parti di baritono brillante, più congeniali alla sua natura, approfondì questo repertorio facendo di ogni sua interpretazione una creazione nuova e originale.

Come curiosità, è da notare che ha partecipato alla registrazione di “Don Pasquale” con Tito Schipa e il soprano argentino Adelaida Saraceni. Questa fu l’unica partecipazione di Schipa alla registrazione di un’opera completa. Muore a Milano il 6 luglio 1937.

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