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Ettore Cozzani, lo scrittore rifiutato da Prezzolini

Fece bene Prezzolini a rifiutare Ettore Cozzani? Riflettiamo sul percorso di questo scrittore e poeta, talvolta osannato, altre volte disprezzato, promotore del progetto L’Eroica. Ettore COZZANI, nasce a La Spezia il 3 genn. 1884, Studia a Pisa ed ebbe maestri Cian, Formichi, Pascoli, Carducci, D’Annunzio, in una concezione estetica fondata su forme diverse di privilegio superomistico; e, sul piano ideologico-politico, si alimentava del nazionalismo emergente nel panorama storico-culturale agli albori del Novecento. Respinto da Prezzolini per i toni eccessivamente altisonanti e retorici, fonda L’Eroica, una rassegna di arte e di letteratura, che ospitava prose e poesie di scrittori come Pezzani, Operti, Cinelli. Nel 1917 a Milano, promuove una scuola di poesia. Interventista convinto, propone la guerra, ma poi resta a casa, con Orazione ai giovani si fa attivo, promotore di un patriottismo sfrenato, impregnato di un mazzinianismo di destra, e che finì per saldarsi con le posizioni dei gruppi politicamente più retrivi, proliferati all’indomani della guerra e della crisi ideologica e sociale che le corrispose.

Marcello Carlino sottolinea che Una serie di articoli cozzaniani, apparsi su La Sera e su Il Corriere mercantile e raccolti poi in Canto di maggio (Milano 1921), vedevano infatti con molta simpatia la “mano vendicatrice del fascista” e contenevano una manifestazione di viscerale antisocialismo ed una consacrazione della inevitabilità delle discriminazioni in classi, con la borghesia definita “cervello, nervi e cuore della civiltà”. Questo secondo il critico il filo conduttore dell’opera di Cozzani, che si ritrova in I Poemetti notturni e in La siepe di smeraldo, pubblicato nel 1920. Nel 1927 pubblica per i ragazzi Il regno perduto, la storia dell’iniziazione di un ragazzo che, estrinsecando il suo io volitivo, si volgeva dal particolare della Liguria alle sorti universali dell’Italia, chiudendo con la speranza che essa, l’Italia, mi udisse, mi capisse, mi guardasse con affetto. Scrittore prolifico, molto spesso indulgente alla retorica, pubblica Le strade nascoste del 1921, I racconti delle Cinque Terre del 1930 e Isabella e altre creature del 1933.

Chiuso nel manierismo più stantio, rifugge da qualsiasi analisi sulla situazione storica del suo tempo: definisce gli scioperi enormi mostruosità e plaude alla servetta, che rinuncia al suo amore pur di non infrangere, sposando il signorino, la logica dei rapporti sociali vigenti. Un giudizio che fa sorridere assai lontano dal dinamismo sociale presente nella letteratura americana e anglosassone, che fa di Cozzani il cantore di un immobilismo sociale, che neppure l’amore può sconfiggere, perfino irritante agli occhi di un lettore liberato da pregiudizi feudali. Successivamente scrive Leggende della Lunigiana e Il Poema del mare, Un uomo e Ceriù. Osserva ancora Carlino in connivenza con il fascismo, essa limitò arte e letteratura in uno spazio privilegiato di separatezza.

Sulle sue pagine protagonisti assoluti erano Carducci, D’Annunzio e Pascoli; fungeva da comprimario qualche poeta-soldato. Cozzani riuscì a trovare la collaborazione di artisti pregevoli e di grande valore: Duilio Cambellotti (1876-1960), Moses Levy (1885-1968), Guido Marussig (1885-1971), Alberto Martini (1876-1954), Arturo Martini (1889-1947), Benvenuto Disertori (1887-1969), Lorenzo Viani (1882-1936), Publio Morbiducci (1888-1963), Antonio De Witt (1876-1967), Gino Carlo Sensani (1880-1948), Francesco Nonni (1885-1976), Felice Casorati (1886-1963), Giulio Aristide Sartorio (1860-1930), Luigi Servolini (1906-1981), Adolfo Wildt (1868-1931) e a personalità straniere (Charles Daudelet (1861-1938), Ivan Mestrovic (1883-1962), Frank Brangwin (1867-1943), Frans Maseerel (1889-1972)), Emilio Mantelli, Gamba (1895-1970) e Giovanni Governato (1884-1951), lo scultore Angiolo Del Santo (1882-1938), autore delle prime copertine dell’Eroica.

Particolarmente importante il fatto che L’Eroica produsse in proprio anche iniziative editoriali e collaborò con  Formiggini (ndr forse il più geniale editore italiano, morto suicida nil 29  nov. 1938 per non dover sottostare alle leggi razziali) nella realizzazione dei “Classici del ridere”, illustrati da xilografie originali. Di grande valore fu l’edizione in dieci volumi del Decamerone, seppure “la collana ebbe splendida voce anche se rimase un exemplum assolutamente isolato e destinato a rompersi quasi nell’indifferenza”(Raffaele Monti)Di altre realtà della letteratura del periodo nessun cenno, meno che mai nomi stranieri: l’unico citato era “Nietzscke”, con una grafia che sembrava volerne evidenziare l’origine ariana. La stessa autarchia culturale – che in un’opera realizzata tra il 1937 e il 1955 impaginava la poesia di Pascoli secondo i criteri della romanità e della italianità – improntava le scelte artistiche del C. e rivalutava la magniloquenza dell’arte di regime.

A questo fine, è probante il numero di L’Eroica del maggio 1928 in cui dichiara di favorire gli indirizzi di politica economica dei fascismo; e il numero di maggio-luglio del 1940 fu votato alla guerra e rispolverò un furente nazionalismo mai del tutto sopito. Nel dopoguerra Cozzani continua la sua opera di scrittore ormai superato dai tempi. I lunghi e noiosi inni alla guerra sono diventati difficile da ascoltare dopo tanta sofferenza e l’editoria si è aperta alla letteratura europea, americana e ai grandi scrittori russi, che Cozzani continua a non amare. Di questo periodo segnaliamo: Leopardi, Foscolo il poeta civile dei Sepolcri, Quattro ragazzi e un cane, Motivi per un poema d’amore e Chi è Beatrice?, dove sostiene che Beatrice sia la Madonna.

Fonti e Bibl.: T. Rovito, Letterati e giornalisti ital. contemp., Napoli 1922, p. 116; G. Casati, Diz. degli scrittori d’Italia, II, Milano s. d., p. 211; C. Pellizzi, Le lettere italiane del nostro secolo, Milano 1929, pp. 87, 413, 453; V. Boscarino, Gli scrittori de L’Eroica” Perugia 1934; G. Raya, Il romanzo, Milano 1950, pp. 413 ss.; G. Prezzolini, Il tempo della Voce“, Firenze 1960, pp. 209, 211 ss.; A. Galletti, Il Novecento, Milano 1967, pp. 519 ss.; A. Corsetti, Ricordo di E. C., in Liguria, luglio-agosto 1971, p. 35 Fonte on line Treccani Ettore Cozzani – Treccani Angelo Fortunato Formiggini –  CittaDellaSpezia.

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