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Arrivo a Teheran. Prime impressioni. Aspetto pittoresco delle vie. Singolare aspetto delle donne. La Legazione Russa una sede alquanto vetusta

Olga Ivanovna Korostovetz

La descrizione della Persia, della sua storia e geografia, nonché degli scenari naturali così come la narrazione dei costumi e delle abitudini dei suoi abitanti possono essere facilmente trovate nella produzione letteraria di qualsiasi paese, specialmente in quella Inglese.

Le informazioni che sono in mio possesso sull’Iran sono relative a ciò che ricordo ed agli appunti presi durante i diciotto mesi da me vissuti nella capitale della Persia nella qualità di Ministro Plenipotenziario Russo. Queste informazioni si riferiscono essenzialmente alla nostra attività politica durante il 1914 e 1915. Il passato segretario della Legazione Russa il barone Taube e mio figlio Flavius Korostovetz hanno integrato queste informazioni con eventi postumi.

La mia nomina per la Persia avvenne durante l’autunno del 1913, stesso periodo in cui parti, con la mia famiglia, per la nuova destinazione assegnatami. Eravamo alquanto numerosi comprendendo, mia moglie, mia figlia Olga, una ragazza di diciotto anni, la signorina Vassilieff, una balia russa, una lavandaia ed il mio “boy” cinese che mi ero portato dalla Cina. Menziono la lavandaia in quanto “fare il bucato in Persia è alquanto difficoltoso a causa della cattiva qualità dell’acqua. Dopo aver attraversato Tiflis e Baku, abbiamo attraversato il mar Caspio approdando al porto russo di Enzeli. Questo porto era stato costruito da ingegneri russi in modo molto poco soddisfacente in quanto i bastimenti a vapore, pur potendo entrare lo scalo con difficoltà, dovevano essere trainati da rimorchiatori per attraccare. Il resto del tragitto fu percorso con un’automobile avendo avuto un autista funzionario volontario che si era reso disponibile per accompagnarci a Teheran. Facemmo tappa a Resht e passammo la notte al nostro Consolato. A Enzeli venni accolto dal nostro Console, Nikitin, dalle autorità persiane locali, dai membri locali della colonia russa e dall’ingegnere responsabile in carica della strada Enzeli-Teheran, l’Ing.Podgourski.

Ivan Jacovlevich Korostovetz in alta uniforme

Il testo proposto è una prima stesura di un estratto del manoscritto inedito di Ivan Jacovlevich Korostovetz dal titolo Persian Arabesques.

Ivan Jacovlevich Korostovetz (1862-1932), fu un diplomatico russo di successo, che ebbe l’Asia come oggetto di maggiore interesse del suo “cursus honorum”.

Egli è un personaggio noto per aver partecipato alla Conferenza di Portsmouth del 1905 con il Primo Ministro Sergej Witte che, dopo l’intermediazione del Presidente Theodore Roosevelt, firmò il trattato ponendo fine alla sanguinosa guerra Russo-Giapponese e per essere considerato oggi il padre della Mongolia moderna avendo firmato il Trattato di Amicizia tra la Russia e la Mongolia nel 1912.

Rientrato dalla Persia nel 1915 e dopo l’incontro con l’Imperatore Nicola II con cui lo stesso lo riconferma e lo rassicura perché pensa d’inviarlo a Washington, egli descrive la sua attività alla Duma presso il Ministero degli Affari Esteri e in funzione di Presidente della “Banque d’Escompte” di Persia a Pietrogrado. Dopo la rivoluzione di ottobre, nel 1917 si rifiuta di collaborare con i bolscevichi. Ha vissuto in esilio in Finlandia, Cina, Germania e Francia dove morirà a Parigi. Dal matrimonio con Alexandra Vyacheslavovna Gordanov ebbe 3 figli, Flavius, Vadim e Olga.

Fotografia firmata di Ivan Jacovlevich Korostovetz al tavolo del “Trattato di Pace di Portsmouth” del 1905 guerra Russo-Giapponese
Fotografia firmata di Ivan Jacovlevich Korostovetz con i Principi Mongoli del “Trattato di Amicizia Russo-Mongolo” del 1912
Fotografia al Roosevelt Memorial Hall NYC Usa di Ivan Jacovlevich Korostovetz al tavolo del Trattato di pace di Portsmouth

Carlo Gastone, pronipote di Ivan Jacovlevich Korostovetz, nasce nell’agosto del 1950 a Johannesburg, Repubblica del Sud Africa. Di origini italiane, proviene da una famiglia internazionale, sia per origine che per ambiente. Le vicende della vita lo portano a viaggiare moltissimo ed a risiedere in differenti città: dall’Avana (Cuba) dove ha vissuto prima e dopo la rivoluzione, a New York in Usa, a Lagos in Nigeria e a Słupsk in Polonia. Oggi risiede a Torino e si dedica a sviluppare svariati interessi tra cui quello di ricostruire la storia e la genealogia della propria famiglia dispersa per eventi rivoluzionari e bellici. Dopo aver ritrovato in una vecchia valigia appartenuta a sua nonna Olga (di cui ha pubblicato i Memoires” con Pathos Edizioni Srl di Torino. www.pathosedizioni.it) il manoscritto “Persian Arabesques” scritto da suo bisnonno si sta apprestando, dopo la traduzione, alla sua futura pubblicazione.

Elios
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