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La pittura di Paola Latrofa

Errico ROSA, architetto e docente di Storia dell’arte. Paola Latrofa: volto tondo, statura minuta ma solida, sorriso e sguardo dolce, voce pacata.

La incontro alla presentazione della sua ultima mostra personale di quadri presso il centro culturale dell’ex mattatoio a Frosinone curata da Alfio Borghese.

In questo spazio espositivo, tra parenti, amici, artisti, ospiti in  cerca di appagamento dello spirito, presenta ed illustra una quindicina di pezzi della sua recente produzione. È padrona della tecnica e la pittura, mai  istintiva, appare meditata, ponderata e pulita, costruita con estrema attenzione. Le opere si articolano, in parte, su una ricerca di motivi puramente astratti  attraverso i quali l’artista ritrova personali equilibri tra forme maturate alla luce dell’esperienza informale dei grandi maestri del ‘900.

Nella foto da sinistra: “Composizione” Olio su tela 70×60 – “Energia” Acrilico su tela 70×100
“Cattedrale” Olio su tela 100×70

I colori sono sovente di purissimo tono pastello la cui discrezione non stride con i lineamenti delle tenui figurazioni.

Quasi fantasie psichedeliche riportate su tessuti e disgiunte da più ovvi colori fluo. Soluzioni interessanti costruite con scie, veli trasparenti per ambientazioni a tratti oniriche, visioni siderali di pianeti e nebulose evanescenti, mediante le quali si attivano processi creativi per ipotetiche elaborazioni scenografiche che fanno idealmente da  contrappunto all’altra ricerca, quella dei gruppi di figure astanti. Questi si articolano su intrecci di affollati figurini i cui insiemi evocano i fregi posti su timpani di antichi templi classici; aggregazioni umane come figuranti teatrali sul proscenio i cui elementi, elaborati con esperta sintesi, si intrecciano sinuosi in un complesso di aggregazioni poste in pose teatrali  tra Art Noveau e Chinoiserie.

Figure senza tempo dalle movenze coreografiche orchestrate con estrema eleganza che disegnano armoniosi spartiti. Elementi antropomorfi che si prestano alle diverse soluzioni interpretative ove l’elemento comune sono gli intrecci di infiniti panneggi che si combinano tra loro con  forti contrasti cromatici per restituire emozioni di apprezzabile spessore.

Elios
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