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Louvre, mostre temporanee 2023

Parmigianino Girolamo Francesco Maria Mazzola, detto il (Parma 1503 – Casalmaggiore 1540) Antea 1535 circa olio su tela 135×88 cm. Napoli, Museo e Real Bosco di Capodimonte

MOSTRA SALA NAPOLEONE. Le cose. Una storia di natura morta. 12 ottobre 2022 – 23 gennaio 2023. Natura morta riacquista finalmente gli onori di una grande mostra parigina, 70 anni dopo l’ultima retrospettiva all’Orangerie nel 1952. Ideata da Laurence Bertrand Dorléac, questa mostra de L’autore propone una nuova visione di questo genere a lungo considerato minore e il cui titolo francese, nato alla fine del XVIIsecolo, non ha mai soddisfatto nessuno. L’espressione “natura morta” non tiene conto di un genere molto vivace, che è fondamentalmente una disposizione delle cose in un certo ordine assemblato dall’artista. Questa carta bianca riunisce quasi 170 opere, in prestito da più di 70 tra le più prestigiose istituzioni e collezioni private. Un’opera monumentale dell’artista camerunese Barthélémy Toguo, Il pilastro dei migranti scomparsi , è anche esposta sotto la Piramide, come preludio alla mostra. In un percorso in quindici sequenze cronologiche e tematiche, le opere, rappresentando tutti i media (dalla pittura al video, passando per la scultura, la fotografia e il cinema), dialogano tra loro, oltre il tempo e la geografia, fino ai tempi moderni.

La rappresentazione delle cose, di cui troviamo testimonianze di epoca preistorica, offre uno splendido tuffo nella storia. Gli artisti sono stati, infatti, i primi a prendere le cose sul serio. Hanno riconosciuto la loro presenza, li hanno resi vivi e interessanti esaltando la loro forma, il loro significato, il loro potere, il loro fascino, hanno colto la loro capacità di plasmare le nostre paure, le nostre convinzioni, i nostri dubbi, i nostri sogni, i nostri desideri, alle nostre follie.

Curatore: Laurence Bertrand Dorléac, storico dell’arte, con la collaborazione di Thibault Boulvain e Dimitri Salmon.

ECCEZIONALE PARTNERSHIP CON IL MUSEO DI CAPODIMONTE

Napoli a Parigi. Il Louvre invita il Museo di Capodimonte

7 giugno 2023 – 8 gennaio 2024
Ala Denon, Salon Carré e
ala Grande Galerie Sully, Sala della Cappella

7 giugno – 25 settembre 2023
Ala Sully, Sala dell’Orologio

Ribadendo l’importanza della collaborazione tra le istituzioni museali europee, il Museo del Louvre ha stretto una partnership di portata senza precedenti con il Museo di Capodimonte per l’anno 2023.

Antica residenza di caccia dei sovrani Borbonici, il palazzo ( la Reggia in italiano) ospita oggi uno dei più grandi musei d’Italia e una delle pinacoteche più importanti d’Europa, sia per numero che per qualità.conservate eccezionali opere. Capodimonte è uno dei pochi musei della penisola le cui collezioni permettono di presentare tutte le scuole di pittura italiana. Ospita anche il secondo mobile da disegno in Italia dopo quello degli Uffizi e un notevole servizio di porcellane.

Una sessantina tra i maggiori capolavori del museo napoletano saranno esposti in tre diverse sedi del Louvre: nella prestigiosa Grande Galerie si instaurerà uno spettacolare dialogo tra due delle più importanti collezioni di pittura italiana nel mondo; nella Sala della Cappella si racconteranno e si mettono in evidenza le origini e la diversità delle collezioni di Capodimonte accomunate principalmente dai Farnese e dai Borboni; infine, nella Sala dell’Orologio saranno esposti i quattro capolavori del disegno dell’ex collezione Farnese: un cartone autografo di Michelangelo, uno di Raffaello e altri due di collaboratori contrapposti a quelli di Raffaello o dei suoi allievi conservati al Louvre.

Un ambizioso programma culturale darà a questo invito, oltre le sale del museo, le dimensioni di una vera stagione napoletana a Parigi.

Curatore generale: Sébastien Allard, direttore del dipartimento di pittura del museo del Louvre e Sylvain Bellenger, direttore del museo di Capodimonte.
Curatrice scientifica: Charlotte Chastel-Rousseau, curatrice del Dipartimento di Pittura, Museo del Louvre e Alessandra Rullo, curatrice del patrimonio, Patrizia Piscitello, curatrice del patrimonio, Carmine Romano, curatrice del patrimonio, Caroline Paganussi, segretaria alla conservazione e Francesca Dal Lago, segreteria della Direzione , Museo e Real Bosco di Capodimonte.

Statue lihyanite Royal Commission

MOSTRA GALERIE RICHELIEU. Splendori delle oasi dell’Uzbekistan. 23 novembre 2022 – 6 marzo 2023. Ala Richelieu, livello –1. Questa mostra ci fa sognare un crocevia di civiltà, nel cuore dell’Asia centrale, in Uzbekistan, dove ovviamente risuonano i nomi di Samarcanda e Bukhara. Ma molte altre oasi di mercato in questo paese hanno rivelato opere che ora sono classificate come siti del patrimonio mondiale. In questa mostra viene presentata un’ampia selezione di questi capolavori che non hanno mai lasciato il paese e appositamente restaurati, come i murales monumentali del palazzo degli ambasciatori di Samarcanda e della sua regione, le pagine di uno dei più antichi Corani monumentali degli inizi dell’Islam da Katta Langar, a Sogdiana, e altri tesori d’oro della Battriana (Dalverzin tepe), argento, seta, ceramiche pregiate. È anche l’occasione per ammirare alcuni capolavori della famosa miniatura della scuola di Bukhara del XVI secolo.

Così, grazie a prestiti eccezionali dai maggiori musei europei e americani, la mostra riunisce quasi 130 opere e ci invita a un viaggio nello spazio e nel tempo. Questa storia di 16 secoli di una storia favolosa ci permette di capire come questa regione ai confini tra Cina e India abbia saputo affascinare Alessandro Magno ma anche i califfi di Baghdad, oltre il mondo iraniano, verso est. . Questo spazio di scambio e di influenza culturale ha consentito alle civiltà occidentali e orientali di dialogare e mescolarsi armoniosamente.

A cura di : Yannick Lintz, direttore del dipartimento di arti islamiche del museo del Louvre e Rocco Rante, archeologo del dipartimento di arti islamiche del museo del Louvre.

Il tesoro di Notre-Dame. Dalle origini a Viollet-Leduc
19 ottobre 2023 – 19 febbraio 2024
Ala Richelieu, livello –1

Al termine dei lavori di restauro della cattedrale di Notre-Dame e prima della restituzione del tesoro all’edificio neogotico costruito per ospitarlo da Jean-Baptiste Lassus ed Eugène Viollet-Le-Duc dal 1845 al 1850, il museo del Louvre presenterà nelle sale espositive temporanee dell’ala Richelieu, una mostra dedicata al tesoro di Notre-Dame dalle origini alla sua rinascita e sviluppo con Viollet-le-Duc sotto il Secondo Impero.

Il tesoro di Notre-Dame, interamente ricostituito dopo la Rivoluzione, è oggi famoso per le notevoli reliquie che contiene, in particolare quelle della Corona di Spine e del Legno della Croce che provengono dall’antico tesoro della Sainte-Chapelle e che trovato a Notre-Dame sotto Napoleone Iun nuovo asilo in nuovi reliquiari. Il tesoro è anche famoso per lo splendore dei capolavori dell’oreficeria francese che vi furono riuniti nel XIX secolo, in particolare quelli progettati da Eugène Viollet-le-Duc sotto il Secondo Impero, testimoni eccezionali della storia di Notre- Dame e la storia della Francia.

Tuttavia, e per la prima volta, la mostra tenterà anche di tornare indietro nel tempo e di riconnettersi con la storia del tesoro prima della Rivoluzione. Inventari, resoconti storici, dipinti, codici miniati, incisioni e altri documenti figurativi, oltre a numerose opere pervenute fino a noi, ci permettono di ripercorrere parte della lunga storia del tesoro di Notre-Dame fin dai tempi dei Merovingi e di intravedere una ricchezza paragonabile a quella degli oggetti più smaglianti creati per Notre-Dame nel XIX secolo .

La mostra ripercorrerà così attraverso cento opere la storia del tesoro della cattedrale di Parigi e la sua resurrezione nel XIX secolo , collocandole nel contesto stesso della sua storia millenaria.

Ufficio:Jannic Durand, direttore onorario del Dipartimento delle opere d’arte del Museo del Louvre; Anne Dion-Tenenbaum, Michèle Bimbenet-Privat e Florian Meunier, curatori del Dipartimento delle opere d’arte del Museo del Louvre.

MOSTRE DEL DIPARTIMENTO DI ARTI GRAFICHE
Disegni bolognesi del XVI secolo nelle collezioni del Louvre
22 settembre 2022 – 16 gennaio 2023
Rotonde Sully nord

Questa mostra accompagna la pubblicazione del Volume XII dell’Inventario Generale dei Disegni Italiani , dedicato alla scuola bolognese del Cinquecento , comprendente disegni eseguiti da artisti bolognesi o bolognesi d’adozione, attivi prima dell’arrivo dei Carracci . Una selezione di quarantaquattro fogli si propone di scoprire l’evoluzione del disegno bolognese nel corso del Cinquecento , mettendo in luce grandi personalità artistiche accanto ad altre, a volte ancora nell’ombra, ma che hanno disegnato molto.

Fresque des Ambassadeurs. Afrosiyob museum. Samarcande © Art and Culture Development Fondation Republic of Uzbekistan. Photo Andrey Arakelyan

Nei primissimi anni del Cinquecento, nelle botteghe di Francesco Francia, Peregrino da Cesena, Marcantonio Raimondi o Amico Aspertini si affermava un nuovo modo di disegnare, raffinato ed elegante, che talvolta spingeva fino all’estremo. I personaggi meno noti di Innocenzo da Imola, Bagnacavallo, Biagio Pupini e Girolamo da Treviso, attivi tra il 1515 e il 1550 circa, intrisi di cultura classica e raffaellesca, contribuirono via via alla creazione di un nuovo stile, caratterizzato da effetti d’ombra particolarmente intensi e luce, che aprono la strada alla modernità.

Intorno alla metà del secolo Pellegrino Tibaldi importò a Bologna, da Roma, un nuovo linguaggio monumentale ispirato a Michelangelo e la cui raffinatezza calligrafica deve molto a Perino del Vaga.

Poi, nella seconda metà del Cinquecento , Prospero Fontana, Lorenzo Sabatini o Orazio Sammachini, dopo essersi distinti in diversi ambienti sontuosi, esportarono il loro stile in tutta l’Emilia, poi, quando furono chiamati al servizio del papa bolognese Gregorio XIII , a Roma e dintorni. In quegli stessi anni, Bartolomeo Passerotti, il più potente artista della scuola bolognese, con i suoi disegni puliti ma energici, impone la sua nuova visione analitica della naturalezza, gli inizi del linguaggio artistico della generazione successiva.

A cura di: Roberta Serra, ingegnere progettista presso il Dipartimento di Arti Grafiche, Museo del Louvre.

Claude Gillot
9 novembre 2023 – 12 febbraio 2024
Salle de l’Horloge

Disegnatore e incisore, Claude Gillot (Langres, 1673 – Parigi, 1722) deve gran parte della sua reputazione alla fantasia dei suoi disegni e alla libertà delle sue incisioni, guadagnandosi l’aspetto di un artista indisciplinato. Il suo lavoro di vignettista, abbondante e variegato, apprezzato dai circoli privati ​​e dalla borghesia parigina, testimonia, alla fine del Grand Siècle, l’emergere di un primo rococò, ricco di invenzioni, poesia e stranezze. A distanza dall’arte ufficiale di Versailles, la sua arte è quella della commedia, della favola e del teatro all’italiana, allora in pieno sviluppo.

Riunendo quasi un centinaio di opere, la mostra cercherà di mostrare quanto il disegno, nella sua diversità tecnica, fosse il mezzo espressivo preferito dall’artista, mentre la sua opera pittorica è rara, limitata a meno di dieci dipinti, non senza porsi domande di attribuzione.

Curatori: Hélène Meyer, curatrice del Dipartimento di Arti Grafiche e Xavier Salmon, direttore del Dipartimento di Arti Grafiche, Musée du Louvre.

Elios
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