Albanian SQ Arabic AR Chinese ZH-CN English EN French FR German DE Hindi HI Indonesian ID Italian IT Japanese JA Korean KO Norwegian NO Portuguese PT Romanian RO Russian RU Spanish ES Turkish TR

Quando un operaio russo fece scoprire la musica ad Andrea Bocelli

Un legame profondo lega il famoso cantante italiano Andrea Bocelli al popolo russo.

Da bambino i suoi genitori scoprirono la sua predisposizione per la musica in ospedale, quando il piccolo Andrea si rasserenava ogni volta che un operaio russo vicino a lui accendeva la musica classica.

Questo episodio forse un segno del destino e molti altri sono raccontati nel suo libro, quasi un’autobiografia, “La musica del silenzio” in cui narra la storia di Amos, un ragazzino toscano che scopre la vita. Un episodio certamente singolare che ha segnato profondamente la vita del futuro cantante e un sottile legame con il popolo russo.

Bocelli ha una grande considerazione della musica e del pubblico russo. Ha cantato molte volte a Mosca, dove, come in tutto il mondo, rappresenta la musica e la cultura italiana. Nonostante i grandi successi Andrea rimane una persona semplice, cordiale. Quando lo incontri ti mette subito a tuo agio e avvertì forte il senso di affetto e di rispetto verso gli altri. Disponibile e attento ai problemi, come il grande Caruso, non esita a partecipare a manifestazioni di solidarietà.

Come ha scoperto la musica? E’ vero che è stato grazie ad un operaio russo? Si è vero, almeno così racconta la mia mamma. C’era questo signore russo che in ospedale metteva sempre musica sinfonica e io quando la sentivo smettevo di piangere. Da qui i miei genitori hanno capito che avevo una certa predisposizione per la musica.

Cosa si prova ad essere il settimo italiano inserito nella Walk of Fame e a rappresentare in tutto il mondo la musica e la cultura italiana? Non si prova niente. A queste cose non ci si pensa, perché sono semplicemente dimostrazioni molto importanti di affetto e di stima da parte del popolo americano, che è un grande popolo e che sicuramente mi vuole bene. Il senso preciso è questo, poi non c’è tempo di pensare a queste cose tutti i giorni, perché si deve studiare e pensare all’impegno successivo.

Ha pubblicato il libro “La musica del silenzio”, perché ha deciso di scrivere un’autobiografia? E’ un libro sostanzialmente autobiografico, ma non è proprio un’autobiografia, nel senso che non volevo scrivere solo la storia della mia vita. Ero in giro e mi divertivo a scrivere. Non avevo gli strumenti dello scrittore come i testi da consultare e le enciclopedie, quindi dovevo scrivere qualcosa che conoscevo e allora piano, piano è venuto fuori un racconto che è molto vicino alla storia della mia vita.

Perché ha scelto un titolo così particolare? “La musica del silenzio” per tante ragioni, il silenzio ha caratterizzato la mia vita, perché la vita di un cantante è fatta di silenzi: si deve stare in silenzio tutto il giorno quando si canta, si deve stare in silenzio a meditare a concentrarsi e poi il silenzio fa parte della musica, le pausa sono una cosa importante nella musica. Da tutto questo illibro prende il titolo.

Ha cantato molte volte in Russia, anche recentemente ha cantato a Mosca , cosa si ricorda di queste esperienze? Il popolo russo è un popolo estremamente profondo in fatto musicale. In Russia ci sono scuole e cantanti eccezionali.

Personalmente ho avuto modo di cantare e registrare con Olga Borodina e con altri importanti cantanti russi, si sente una grande responsabilità perché è un pubblico che conosce bene il repertorio.

Quale scrittore russo ha amato di più? Tolstoj. Un uomo che ha vissuto alla ricerca della fede. Fu scomunicato dalla Chiesa ortodossa, ma ha trovato la fede nel popolo lavoratore.

Cosa prova quando canta? Si emoziona ancora? Ho sempre paura più che emozione. Si tratta di paura, perché è un fatto caratteriale mettersi davanti al pubblico e cantare è un po’ come mettersi nudi.

C’è qualcosa che rimpiange o qualche momento che vorrebbe rivivere? Ho sempre avuto molta fame di musica e mi piace andare a scoprire sempre cose nuove. E’ difficile che ripeta molte volte un titolo. Mi piace farne un altro e siccome il repertorio è vastissimo c’è ancora tanto da scoprire.

Come Giuseppe Verdi Lei ha un forte legame con la terra? Sì è vero. Da piccolo ho vissuto con i contadini. i miei genitori commerciavano macchine agricole, la terra. Ancora oggi io e mio fratello, che è architetto, facciamo il vino: sangiovese e cabernet.

Qual è la sua passione più grande dopo la musica? L’equitazione è sempre stata la mia passione sin da quando ero piccolo. Mi piace il calcio perché nel campo c’è una grande forza, un grande entusiasmo, sentimenti ed emozioni come nell’opera.

Elios
Editoria - Arte - Spettacolo
info@elioseditoriale.org