Polunin abbraccia Nervi e conquista il Cristallo del Pavlova

Il Festival Internazionale di Nervi ha proposto come ultimo spettacolo con una serata davvero straordinaria con  il ballerino Sergei Polunin: “talento cristallino, spirito ribelle e nuova icona del balletto grazie ad una tecnica ed un carisma straordinari, tanto da essere nominato primo ballerino del Royal Ballet di Londra a soli 19 anni (il più giovane di tutti i tempi)”.

Scuole di danza, di ballo e tanti ragazzi e ragazze che non hanno voluto mancare al gran finale della kermesse che dal 2 luglio ha riportato Nervi sotto i riflettori dello spettacolo. Nell’occasione è stato consegnato a Polunin il Premio Tatiana Pavlova, Il Premio è intitolato alla memoria della più grande attrice e regista di teatro del novecento. Il premio è stato assegnato a grandi artisti come Andrea Boccelli, MIlenaVukotic, Vladimir Spivakov, Andrei Kravchuk, Valdimir Stoyanov. La cerimonia di premiazione è stata ufficializzata da Vinicio Ceccarini, Stefano Volpi, Ioulia Makarova Liakh tra gli applausi del pubblico presente. Il Festival Internazionale di Nervi è organizzato da Angelo Pastore Direttore del Teatro Nazionale, il Maestro Giuseppe Acquaviva Direttore Artistico del Festival, Rino Surace Project Manager del Festival. Sul palcoscenico è stato brevemente illustrato il percorso artistico di grande pregio di Sergei Polunin e preso parte alla successiva consegna del Cristallo.

Lo spettacolo intitolato  “Sacré”, uno spettacolo è diviso in due parti: un primo atto dal titolo Fraudoulent Smile, firmato da Ross Freddie Ray su musiche del trio polacco lezmer Kroke, nel quale condivide la scena con nove danzatori coi volti bianchi come mimi francesi che diventano marionette isteriche senza fili, zombie, ombre umane ridotte a puro simbolo su una scena desolatamente vuota. Il secondo atto è interamente dedicato all’esecuzione del drammatico solo Sacré, ispirato alla parabola artistica e umana del leggendario Vaslav Fomich Nijinskij e danzato sulle note de La sagra della primavera di Igor Stravinskij.

Polunin ha ripercorso il genio di Nijinskij, esplorando la doppiezza dell’animo umano grazie a questo solo creato insieme alla danzatrice e coreografa Yuka Oishi, cresciuta all’Hamburg Ballet di John Neumeier, già collaboratrice di Natalia Osipova.  L’artista giapponese che ha analizzato i diari e i disegni di Nijinsky per poter restituire in questo pezzo il mondo dell’artista.

Elios
Editoria - Arte - Spettacolo
info@elioseditoriale.org