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A proposito di cavalli della Mongolia

Solo il cavallo di Przewalski è veramente un animale veramente selvaggio. Scrive l’esperto Maidar Sosobaran su AsiaRussia che la maggior parte dei cavalli sono animali che hanno perso i diritti di custodia. Attraverso le maestose distese della Mongolia. Dove vasti prati erbe vanno in terre desolate collinari infiniti vagano mandrie di cavalli selvaggi. Il cavallo Taha Przewalski ha rischiato l’estinzione. Oggi riacquistare lentamente la  forza, ma il futuro di questo animale non è ancora garantiti. I Mongoli hanno sempre chiamato questo cavallo Tahi, che significa “spirito”. Essi credono cavalli di Przewalski che trasportano un messaggio da parte degli dei, l’uomo.

“Sono sacro per la popolazione locale e li hanno significato simbolico. Ha detto Claudia Fay, direttore della protezione del cavallo di Przewalski Takhi Association . Uccidere un cavallo è un tabù.”

Oggi il Ministero dell’Ambiente e del Turismo della Mongolia ha riferito che nel primo trimestre di quest’anno, nella steppa mongola sono nati  55 puledri Taha.

Il cavallo di Przewalski prende il nome dal generale russo Nikolaj Przewalski Przevvalo, che fu anche esploratore e naturalista. La forma Przewalski corrisponde alla traslitterazione polacca del nome russo (peraltro d’origine polacca). Prževal’skij fu il primo a descrivere. Nel 1881, questo cavallo, durante una spedizione da lui stesso guidata e volta proprio a trovare tracce certe di questo animale, del quale, fino ad allora, si avevano solo poche notizie confuse. Intorno al 1900, ne furono catturati alcuni esemplari, poi ceduti a diversi zoo del mondo.

In Mongolia, la popolazione allo stato brado subì, a causa di diversi fattori, un forte calo durante il secolo XX.  Fino a scomparire del tutto negli anni ’60. L’ultimo branco fu avvistato nel 1967 e l’ultimo esemplare allo stato brado nel 1969l. Le spedizioni successive non hanno più trovato traccia dell’animale. Una delle principali cause dell’estinzione del cavallo dallo stato selvatico fu la caccia: grazie alla clorofillo alla presente nell’erba, infatti, nella gola del cavallo di Przewalski si forma un muco particolare, denso e verde, che si pensava potesse curare una malattia particolarmente diffusa all’epoca dell’estinzione di questo animale dalla Mongolia.

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