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Orizzonti di Luce di Tatiana Badraganu

“La mia ricerca artistica attraversa la mia vita e la cultura che ho condiviso.

Per me l’arte è espressione dell’anima dell’uomo attraverso i tempi.”.

Queste parole di Tatiana Badraganu ci accompagnano alla scoperta della sua produzione artistica nella ricerca di materiali che dalle fibre si estendono a lino, lana, seta, canapa, fibre d’ortiche e rami.

La scelta dei materiali è determinata dal fatto che sono piacevoli per l’artista anche da vedere, toccare, sentire e danno subito una sensazione di benessere che rilassa la mente e sviluppa una dimensione spirituale. L’arte “nuno felting” deriva dal giapponese lavorare la lana, la seta ed è una tecnica che offre varie possibilità di espressione artistica: dalle lavorazioni su sottilissimi fili di seta fino a poter realizzare abbigliamento, accessori, calzature e oggetti d’arte.

Laureata al prestigioso Kosygin University ( Istituto tessile ) di Mosca nel 1989 è anche Psicologa dell’arte e ha curato diverse mostre d’arte tra cui ricordiamo nel 2009 “Attraverso l’universo” di Viorel Lazarescu e nel 2012 “Il tempo delle illusioni” di Lubov Zubova e “Arte Metaforica” di Olga Percinschi nel 2014 a Firenze ma è attenta anche alla valorizzazione del territorio moldavo come si testimonia l’opera “Papavero moldavo” così suggestiva e in contrappunto di colori, dedicata ai paesaggi della Moldavia. Sono opere che grazie all’uso di materiali diversi conferiscono all’insieme effetti d’intensa profondità. Nel procedimento compositivo delinea il tema e i dettagli che si aprono a un territorio che alterna astratto e figurativo in un’atmosfera che oscilla tra conscio e inconscio e in uno scenario d’armonico e compiuto stile.

Le sue opere ci fanno vivere la sua passione per i viaggi e nell’opera intitolata “Il tucano di Barcellona” si è ispirata ai pappagalli che volano liberi sulla città e come lei stessa riferisce “senti il loro canto ovunque ed è una meraviglia” grazie al gioco tra luminosità e riflessi, luce e ombra, reale e immaginario, in una gioiosa espressione creativa che trasmette una piacevole visione d’insieme.

In “Danza di primavera” ha immaginato di vedere una bambina che scopre il mondo e la rappresentazione esprime lo stupore, in un estetico rapimento di uno scenario reale che si trasforma in onirica contemplazione. L’artista sa giocare nei territori più naturali della nostra percezione visiva: perché riesce a farci sentire le sue composizioni sorprendentemente immediate, ma come in un sogno ad occhi aperti.

La sua formazione psicologica si rispecchia nell’ attenzione al rapporto tra reale e immaginario che si sovrappongono con atmosfere che vanno oltre gli elementi costitutivi delle sue composizioni per farci esplorare un’autentica e giocosa armonia compositiva.

Proprio per questo ha dato a alcune opere titoli come “Lunedi mattina”, “Mercoledì pomeriggio” “Gioco d’enigma sabato” ispirate da impressioni legate a momenti della settimana che al di là dello spazio e del tempo, fanno emergere che sa esprimere con leggerezza. La sua arte è attenta a una dimensione ecologica anche per i materiali usati: dalla lana ai bozzoli di seta, che trasmettono sensazioni d’armonico benessere. In un mondo sempre più tecnologico Tatiana Badraganu ci fa riflettere sul mistero della vita, in gioco con le dinamiche atmosfere della nostra contemporaneità. Per farci esplorare orizzonti di luce ideali in un’epoca che ha bisogno di conoscersi, partendo dalla sua stessa complessità, nella sorprendente meraviglia di scoprire la più enigmatica ma spontanea natura umana. Umberto Putzu,critico d’arte, Firenze, Italia

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