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The Colors of Dreams

Dopo il successo del precedente ciclo espositivo nell’ambito di Colore e Materia, la mostra The Colors of Dreams presenta in anteprima nazionale le opere dei tre più importanti fotografi africani in una narrazione pop nutrita dal vigore del colore, declinato attraverso pattern mimetici oppure enfatizzato in soggetti quotidiani e irriverenti per raccontare la profonda visione del paese che li ha generati e che li guida.

Hassan Hajjaj nato nel 1961 a Larache, in Marocco, londinese dal 1973, ha fatto della sua doppia cultura la forza trainante del suo lavoro. La Maison Européenne de la Photographie di Parigi nel 2019 gli ha dedicato un’importante retrospettiva consolidando ulteriormente la sua fama internazionale. Cresciuto a Londra, si è avvicinato alla scena artistica inglese, assistendo amici designer, filmando le loro sfilate e imparando la fotografia e il design di mobili. Il suo singolare universo colorato indaga l’identità giocando con le immagini e portando in primo piano una visione disinibita della società di consumo: mescolando e alterando le influenze etniche con loghi e oggetti di uso quotidiano come il tradizionale caftano, le pantofole o l’eterna teiera. Parallelamente le cornici delle sue opere, realizzate con oggetti di consumo come scatole o lattine, diventano parte integrante del lavoro.

Nata e cresciuta a Nairobi, in Kenya, Thandiwe Muriu nota a livello internazionale per le sue collaborazioni nell’ambito della moda, celebra la sua eredità africana attraverso la serie CAMO (abbreviazione di camouflage), una raccolta di scatti fotografici che ritraggono la bellezza africana avvolta dalla forza dirompente dei colori e dei pattern tipici dei tessuti della tradizione keniana, in una continua ricerca volta ad una dissimulata rivelazione. In queste opere l’artista affronta temi importanti come l’identità e l’auto-percezione affinché ogni donna africana possa immedesimarsi. In quanto artista donna operante in un contesto in precedenza fortemente dominato dalla presenza maschile, Thandiwe Muriu incoraggia le donne sostenendo l’amor proprio e l’accettazione.

Nel vasto e variopinto corpus di opere di Derrick Ofosu Boateng ritroviamo la profonda conoscenza della storia e l’accettazione si sé contro ogni falsa aspettativa. Da giovane artista ghanese che lavora e vive ad Accra, Derrick Ofosu Boateng usa la fotografia come un potente mezzo per offrire una narrazione sincera e positiva del suo paese attraverso l’incanto di una spontanea e gioiosa quotidianità. Lavora principalmente con l’iPhone per sottolineare che anche con gli strumenti più semplici è possibile essere un artista. Quelle di Boateng sono opere che si traducono in una nuova rigenerata poesia della cultura del Ghana nell’intento di “cambiare la percezione di come il mondo vede l’Africa”.

È nella passione per l’arte, per i viaggi e la scoperta che nasce nel 2018 la 193 Gallery. Con una nuova sede a Venezia (Dorsoduro 556) attraverso la sua programmazione espositiva offre esperienze legate a culture di tutto il mondo. Rifiutando i cliché, la galleria e i suoi curatori oltrepassano i confini per esplorare le scene d’arte locali. La mission è far scoprire la diversità di nuovi scenari dell’arte contemporanea passando per il sud-est asiatico, l’Africa, i Caraibi, il Sud America, l’Europa e l’Oceania.

Elios
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